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Incroci Culinari

18 Giugno 2026

Incroci Culinari

Tre cene estive celebrano l’arte italiana della condivisione, dalla Toscana al Lazio fino a Ischia

Da sinistra a destra: Andrea Barcia, La Posta Vecchia Hotel, Michelino Gioia, Hotel Il Pellicano, Giuseppe D'Abundo, Mezzatorre Hotel & Thermal Spa

L’Italia non è mai stata particolarmente brava a restare entro i confini di una sola disciplina.

Qui l’arte dialoga con il design, la moda si intreccia con l’artigianato e la cucina accoglie influenze provenienti da ogni dove. Esiste persino una parola che racchiude questa attitudine: contaminazione. Non nel suo significato negativo, ma come incontro felice tra idee, tecniche e tradizioni diverse, capace di trasformare ciò che conosciamo in qualcosa di sorprendente.

E lo stesso accade a tavola.

La cucina italiana, in fondo, è sempre stata una straordinaria collezionista di storie. I pomodori arrivarono dalle Americhe, gli agrumi attraversarono il Mediterraneo, le spezie valicarono confini molto prima che esistessero i passaporti. Molti dei piatti che oggi consideriamo intramontabili sono in realtà il risultato di secoli di scambi, migrazioni e adattamenti.

Da Aurelio, ristorante di La Posta Vecchia

In altre parole, l’incontro tra culture è sempre stato uno degli ingredienti fondamentali della nostra cucina.

Quest’estate Pellicano Hotels rinnova questa tradizione con una nuova edizione di Cena all’Italiana: tre appuntamenti esclusivi tra Hotel Il Pellicano, La Posta Vecchia e Mezzatorre, durante i quali gli chef si confronteranno con universi gastronomici diversi, dando vita a un dialogo che attraversa l’Italia da una regione all’altra.

Perché spesso le esperienze più memorabili nascono proprio dall’incontro di elementi differenti.

Il format resta fedele allo spirito dell’edizione precedente. Gli chef di Pellicano Hotels si mettono in dialogo tra loro, condividendo idee, ingredienti e prospettive. I menu mantengono una natura volutamente dinamica, guidata dalla stagionalità e modellata da ciò che la terra e il mare offrono nel loro momento migliore.

Anche l’aperitivo segue la stessa filosofia. Creato appositamente per questa serie di cene, il cocktail signature riunisce tre elementi provenienti dal mondo Pellicano: il Gin Pellicano, con le sue note di lemongrass, rosmarino e limone; il vermouth artigianale di Mezzatorre, aromatizzato con pipernia, menta e agrumi; e un amaro al carciofo che rende omaggio alle radici romane di La Posta Vecchia. Erbaceo, piacevolmente amaricante e profondamente mediterraneo, è la contaminazione servita in un bicchiere.

Il primo appuntamento si terrà il 9 luglio all’Hotel Il Pellicano, affacciato sulle scogliere del Monte Argentario. Il 31 luglio la rassegna farà tappa a La Posta Vecchia, dove storia romana e ospitalità sul mare convivono da sempre. Infine, il 27 agosto, sarà Mezzatorre a Ischia a ospitare il capitolo conclusivo, tra paesaggi vulcanici e viste infinite sul Tirreno.

Le cucine regionali italiane si sono evolute proprio così. Del resto, l’identità gastronomica del Paese non è mai stata una storia unica, ma un mosaico di storie diverse.

Ed è proprio questo a rendere queste cene così speciali.

La Torre, ristorante del Mezzatorre

Ogni hotel possiede una personalità distinta. L’Hotel Il Pellicano incarna il fascino solare della Toscana e un’eleganza spontanea e rilassata. La Posta Vecchia custodisce secoli di storia e una raffinatezza discreta. Mezzatorre segue invece il ritmo dell’isola, dove le acque termali e il Mediterraneo scandiscono il tempo delle giornate. Mondi differenti, certamente, ma uniti dallo stesso linguaggio: quello dell’ospitalità, della convivialità e del piacere di condividere una buona tavola.

Forse è proprio questo il messaggio che queste cene celebrano più di ogni altro: le cose migliori accadono quando i confini si fanno più sfumati.

Ristorante de Il Pellicano – 1 Stella Michelin

La tavola italiana è sempre stata molto più di un luogo in cui mangiare. È uno spazio di incontro, dove si scambiano storie, nascono amicizie e viaggiano idee. Le ricette si tramandano, si reinterpretano e talvolta migliorano lungo il percorso. Esiste una convinzione tacita che tutti condividiamo: il cibo è più buono quando viene condiviso e i pasti che ricordiamo più a lungo sono spesso quelli capaci di sorprenderci.

Ci vediamo a tavola?

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