Non è difficile capire perché già tremila anni fa – secolo più secolo meno – Ischia abbia sedotto e avvinto a sé marinai e coloni provenienti da altre terre: con la loro presenza, contribuirono a plasmare il carattere dell’isola arricchendola di testimonianze preziose delle loro civiltà. I Greci, saggi e innamorati del bello, nell’VIII secolo a.C. fondarono a Ischia (che chiamavano Pithecusa) il loro primo insediamento in Italia, sfruttando la fertilità del suolo vulcanico e le sorgenti naturali. Iniziava così la colonizzazione della Magna Grecia. In epoca romana l’isola divenne invece rifugio privilegiato di patrizi, politici e intellettuali, che la sceglievano per il clima mite e le proprietà benefiche delle sue acque. Nel Medioevo, mentre le fortificazioni trasformavano Ischia in un presidio strategico per il controllo del Golfo di Napoli, lungo la costa si svilupparono piccoli borghi di pescatori e contadini. E secoli dopo, tra Ottocento e Novecento, l’isola tornò a essere meta prediletta di aristocratici, artisti e viaggiatori europei, conquistati da quell’eleganza spontanea e luminosa che ancora oggi la rende unica nel Mediterraneo.