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Fatto a mano

10 Settembre 2026

Fatto a mano

A Homo Faber 2026, l’artigianato è qualcosa da vedere, toccare e vivere

Foto ©Homo Faber - homofaber.com

Seguite la luce.

Attraversando i giardini e le sale storiche della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, la luce si posa su vetri e pietre preziose, scivola sull’acqua e sugli specchi, illumina tessuti e ceramiche e accarezza le mani di chi li ha creati.

Questa è Homo Faber 2026, ma non aspettatevi di trascorrere la visita limitandovi ad ammirare splendidi oggetti dietro una teca. Per tutto il mese di settembre, questa celebrazione internazionale dell’artigianato contemporaneo trasforma l’isola di San Giorgio Maggiore in un luogo del fare. Potrete osservare gli artigiani al lavoro, parlare con loro di ciò che fanno e, di tanto in tanto, accomodarvi e provare voi stessi.

Per ISSIMO, questa idea è particolarmente familiare. Per noi, l’artigianato italiano è sempre stato molto più dell’oggetto finito: è l’abilità che lo rende possibile, la conoscenza della materia, le piccole decisioni che distinguono un pezzo da un altro.

Foto ©Homo Faber - homofaber.com

L’edizione di quest’anno si intitola An Island of Light e l’artista e designer britannica Es Devlin ne ha interpretato il titolo in senso letterale. Attraverso 15 installazioni immersive, utilizza acqua, specchi e movimento per esplorare il rapporto tra luce e materia, creando un percorso tra centinaia di oggetti realizzati da oltre 500 artigiani provenienti da più di 70 Paesi.

Ma basta avvicinarsi perché la vastità della mostra lasci spazio ai dettagli. Materiali familiari assumono forme inaspettate; alcuni oggetti si svelano immediatamente, mentre altri invitano a fermarsi, tornare sui propri passi e chiedersi come siano stati realizzati. Ognuno conserva le tracce di chi lo ha creato, in una superficie modellata o in un ricamo minuzioso.

Molti di questi artefici sono presenti di persona, ed è proprio qui che Homo Faber prende davvero vita. Le dimostrazioni dal vivo svelano processi che normalmente resterebbero nascosti, mentre i workshop invitano i visitatori a sperimentare in prima persona tecniche specialistiche. Il programma cambia nel corso del mese, così ogni visita diventa un’esperienza diversa.

Chiostro Palladiano ©Matteo De Fina - cini.it

E poi c’è Venezia. A San Giorgio Maggiore, proprio di fronte alla città, le sale e i giardini della Fondazione Giorgio Cini diventano in parte spazio espositivo, in parte laboratorio. Devlin si è lasciata ispirare dalla laguna, immaginando ogni artigiano come un’isola di sapere individuale, connessa a un mondo creativo molto più ampio.

L’esperienza prosegue in tutta Venezia con Homo Faber in Città, che apre le porte di atelier, gallerie e altri luoghi in cui l’artigianato è parte della vita quotidiana.

Forse è proprio questo ciò che resta dopo Homo Faber. Si arriva per gli oggetti, ma si riparte pensando a chi li ha creati e a tutto ciò che è accaduto prima che l’opera finita si mostrasse ai nostri occhi.

Homo Faber 2026: An Island of Light è in programma alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia dal 1° al 30 settembre 2026.

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