E sarà poi ancora una storia di case: le case ci sono, si diceva, ma quello che hanno detto fino a lì non basta. Nuovi insediamenti sono quelli che faranno almeno sognare il diffondersi di un’utopia di paesaggio, panorama, memoria locale e respiro internazionale. Ci riusciranno in parte, la costa italiana rinata non sarà esente da scempio, ma loro saranno lì a mostrare un’altra vita.
Ad Arenzano, presso Genova, questa idea assume una dimensione quasi urbana. La Pineta, il progetto di Ignazio Gardella e Marco Zanuso in cui andranno a inscriversi gemme dell’architettura italiana firmate da Ponti, Magistretti, Caccia Dominioni, riunisce case, un albergo, servizi e spazi collettivi in un insediamento che oltre a suggerire la comunità regola sul suggerimento anche l’esperienza del panorama e del mare, filtrato attraverso fenditure nel corpo costruito, incorniciato dalle ardesie dei parapetti o da tettoniche masse rosse. Poco più a ponente, a Torre del Mare, Mario Galvagni progetta tutte le scale, dal masterplan alla finestra, di un’altra città nuova arroccata su un promontorio, dove sarà la geometria di case-scultura a dialogare, con la forma delle rocce, a precipitare verso l’acqua.