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Pasqua all’italiana

26 Marzo 2026

Pasqua all’italiana

Dagli stufati di agnello toscani alla pastiera napoletana: Michelino Gioia, Group Executive Chef di Pellicano Hotels, ci accompagna attraverso le tavole pasquali di Toscana, Lazio e Campania

Se conosci l’Italia e gli italiani, sai bene che ogni festività è un’occasione per banchettare. E naturalmente la Pasqua non fa eccezione. Perché - come il Natale, il Carnevale e i giorni dedicati ai santi - non è solo una festività. È un rituale culinario.

Dal nord al sud della penisola, la tavola è protagonista della festa con piatti che parlano di primavera, di famiglia e di tradizioni secolari. Le uova sono presenti in ogni veste immaginabile, l’agnello si prende il centro della scena, e dolci ricchi di simbolismi, dalle torte di riso alle fragranti pastiere, chiudono il pasto.

Eppure, come sottolinea il Group Executive Chef Michelino Gioia, non esiste un “menu di Pasqua italiano” unico.

“Sappiamo che ogni regione ha le sue tradizioni”, ci spiega. “Ma in Italia si va ancora oltre: ogni provincia, ogni città, e persino ogni famiglia ha il suo modo di festeggiare”.

Nelle regioni in cui sorgono gli hotel Pellicano, ovvero Toscana, Lazio e Campania, la Pasqua diventa un viaggio attraverso identità culinarie inconfondibili.

Abbiamo perciò chiesto allo chef Gioia di farcele conoscere meglio. Ti va di sederti a tavola con noi?

Toscana: festa rustica di primavera

Nel sud della Toscana, dove l’hotel Il Pellicano si affaccia sul mare vicino a Porto Ercole, le tradizioni della Pasqua sono espressione dei ritmi rurali della Maremma.

La giornata, spiega Chef Gioia, si apre spesso con una colazione contadina: uova sode, pecorino, salumi locali e pane rustico o schiacciata.

Segue un ricco pranzo, all’insegna di pappardelle al ragù di selvaggina, agnello al forno con patate e il tradizionalissimo buglione d’agnello, uno stufato di agnello cotto lentamente con pomodori e aromi.

I dolci toscani puntano sulla semplicità e sulla tradizione, dalla torta di riso alla schiacciata di Pasqua, dalla dolcezza moderata.

Questi piatti, generosi e abbondanti, affondano le loro radici nelle tradizioni contadine: “una celebrazione della primavera dopo l’austerità dell’inverno”, sottolinea Chef Gioia.

Il menu di Pasqua dell’hotel Il Pellicano riflette questo spirito. Piatti come il risotto alle animelle con carciofi e liquirizia o l’agnello con asparagi, peperoni e bagna cauda rendono omaggio alla stagione, mentre la colomba con crema allo zabaione regala un momento di piacere goloso.

Lazio: fra tradizione e primavera

Sul litorale romano, la tavola di Pasqua coniuga struttura e spontaneità.

Anche qui la colazione è un pasto rustico a base di uova, formaggi e salumi, spesso accompagnati da pizza al formaggio, e a pranzo vengono serviti pasta al forno, carciofi e agnello, a volte arrosto e a volte sotto forma delle classiche costolette di abbacchio panate e fritte.

Ma sono soprattutto le verdure primaverili a caratterizzare la tavola regionale: carciofi, piselli, fave, gli stessi ingredienti che compongono la vignarola, il piatto stagionale romano per eccellenza.

A La Posta Vecchia, questo spirito del territorio si riflette direttamente nel menù di Pasqua.

Qui la tradizionale vignarola viene servita come raffinato antipasto, seguita da piatti che richiamano le tradizioni della regione, in particolare l’agnello locale servito con carciofi, patate e olive, chiaro richiamo alla tavola di Pasqua del Lazio.

Riconoscibile ma più leggero. Familiare ma con un tocco contemporaneo.

Campania e Ischia: una festa della memoria

Proseguendo verso sud, in Campania, la Pasqua si veste di una inconfondibile ricchezza.

“In Campania la giornata di festa inizia spesso con la fellata, un tagliere misto di salumi, formaggi e uova, seguito da leggendari rustici lievitati come il casatiello e il tortano”, racconta Chef Gioia.

Anche qui l’agnello rimane una portata centrale, ma è a fine pasto che la regione dà il meglio di sé. Perché l’inconfondibile pastiera napoletana, profumata di fiori d’arancio e preparata con ricotta e grano cotto, non è solo un piatto ma un vero e proprio rito.

Al Mezzatorre Hotel & Thermal Spa, questo patrimonio di tradizioni è preservato e valorizzato.

Il menù di Pasqua prevede agnello al forno alle erbe fresche, insieme a una selezione di dessert comprendente sia la classica colomba sia, soprattutto, la pastiera, radicando saldamente l’esperienza nella tradizione campana.

Per dirla con Chef Gioia: “È una celebrazione della memoria, reinterpretata con precisione”.

Pasqua nei Pellicano Hotels

Fermo restando il profondo radicamento di queste tradizioni, il modo in cui vengono declinate oggi si è evoluto.

Invece di riproporre i banchetti pasquali di un tempo, famosi per durata e numero di portate, il gruppo Pellicano Hotels adotta un approccio più contemporaneo e in linea con le preferenze della clientela odierna.

“Per la Pasqua creiamo come da tradizione un menù speciale”, spiega Gioia, “ma oggi gli ospiti preferiscono sentirsi liberi a tavola.”

Così, invece di imporre un impegnativo banchetto con portate fisse, i menù attingono agli ingredienti e ai simboli della Pasqua (agnello, uova, verdure di primavera e colomba) permettendo agli ospiti di accostarsi alla tradizione in modo più leggero e personalizzato./

L’aria di festa rimane immutata: colazioni di Pasqua, piatti di stagione, piccoli riti durante la giornata.

Ma l’esperienza è inconfondibilmente in stile Pellicano.

“La Pasqua è nell’aria”, dice Gioia, “ma senza alcuna imposizione”.

Il tutto in un equilibrio fra tradizione e spigliatezza che rimane squisitamente italiano.

Negli hotel Pellicano i sapori dei ricordi sono sempre presenti: solo un po’ più leggeri, un po’ più liberi, e perfettamente al passo coi tempi.

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