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ISSIMO X Domus: Un dialogo culturale tra design, viaggi ed eccellenza italiana

9 Aprile 2026

ISSIMO X Domus: Un dialogo culturale tra design, viaggi ed eccellenza italiana

In occasione dell’avvio di una nuova collaborazione editoriale, abbiamo incontrato Walter Mariotti, direttore editoriale di Domus, per parlare di tradizioni, visioni e buone sinergie.

Poche pubblicazioni incarnano l’identità culturale italiana con la profondità e la portata globale di Domus. Fondata nel 1928 da Gio Ponti, la rivista si colloca da sempre al crocevia tra architettura, design e arte, offrendo non solo un punto di vista, ma una lente attraverso cui interpretare il mondo. Oggi, sotto la direzione di Walter Mariotti, Domus continua a evolversi come piattaforma di dialogo interdisciplinare e scambio internazionale.

In occasione dell’avvio della nuova collaborazione editoriale di ISSIMO con Domus, nonché con Meridiani e Il Cucchiaio d’Argento, pubblicate dalla stessa casa editrice, abbiamo incontrato Mariotti per approfondire la storia della rivista, la sua visione contemporanea e i valori condivisi alla base di questa partnership.

ISSIMO: Per chi non dovesse conoscerla, come descriveresti oggi Domus?

Walter Mariotti: È difficile parlare di Domus in un momento storico come questo, in cui assistiamo a una graduale erosione dei valori e delle esperienze che danno profondità al nostro modo di vivere, spesso sostituiti da qualcosa di più effimero e consumistico. Ed è proprio a questo che Domus cerca di contrapporsi. Parliamo di una delle più storiche e influenti riviste internazionali, fondata in Italia nel 1928 dall’architetto e designer Gio Ponti, una delle più importanti figure intellettuali del XX secolo, insieme al giovane imprenditore Gianni Mazzocchi, che contribuì a portare la visione di Ponti su un palcoscenico mondiale. Fin dall’inizio, Domus ha avuto una spiccata vocazione internazionale, con una missione ben precisa: portare il mondo in Italia e l’Italia nel mondo attraverso la prospettiva dell’architettura, del design e dell’arte.
Oggi è distribuita in quasi 90 Paesi, rappresentando un punto di riferimento fondamentale non solo per i professionisti, ma per chiunque voglia comprendere la realtà contemporanea attraverso le lenti dell’architettura, del design e dell’arte. Che non sono solo discipline, ma modi di interpretare il mondo.

ISSIMO: Cosa rende Domus una realtà unica nel panorama editoriale mondiale?

Walter Mariotti: Ciò che rende speciale Domus è la sua capacità di essere ben molto più che una pubblicazione tecnica e di nicchia. Pur essendo nata come rivista per professionisti, si è evoluta fino a diventare una piattaforma culturale in senso più lato.
Oggi l’architettura non riguarda più solo forme e materiali, ma cerca di capire in che modo le persone vivono, interagiscono e plasmano la società. Lo stesso vale per il design e l’arte, che non si occupano più solo di creare oggetti, ma di generare esperienze in grado di influenzare comportamenti e idee.
In Domus consideriamo queste discipline profondamente interconnesse e le usiamo per approfondire argomenti di ogni tipo, dalla geopolitica alle trasformazioni sociali. Questo approccio interdisciplinare ha sempre fatto parte del nostro DNA, fin dagli inizi sotto la guida di Gio Ponti, e oggi non facciamo che mantenere questa tradizione al passo coi tempi.

ISSIMO: Avete introdotto il progetto editoriale “10x10x10”. Puoi spiegarci meglio di cosa si tratta?

Walter Mariotti: L’idea, promossa dalla presidente di Domus Giovanna Mazzocchi, era di ripensare il ruolo della rivista in un panorama culturale ed editoriale in rapida evoluzione. Poco prima del 90° anniversario di Domus, ha così deciso di lanciare un progetto decennale che ci accompagnerà fino al centenario nel 2028: invitare dieci architetti, designer e pensatori di fama internazionale a ricoprire il ruolo di Guest Editor, affidando a ciascuno la responsabilità dei contenuti di dieci numeri. Dieci per dieci per dieci: cento. Un “errore matematico” deliberato per un esperimento editoriale unico nel suo genere.
La selezione dei nomi non si basa semplicemente sulla loro fama, ma sulla forza della visione di ciascun Guest Editor. Il loro ruolo è quello di reinterpretare l’architettura, il design e l’arte in relazione alla società contemporanea: un modo per mantenere la rivista viva, dinamica e in costante evoluzione, soprattutto in un tempo come questo in cui i media tradizionali, e non solo, sono sempre più sotto pressione.

ISSIMO: Com’è nata la collaborazione con ISSIMO?

Walter Mariotti: È cominciata per vostra iniziativa, in cui ho subito visto un’opportunità preziosa. Ho un legame personale con il mondo Pellicano, di cui ho sempre ammirato la lungimiranza e la capacità di creare qualcosa di unico cogliendo ciò che altri potrebbero trascurare.
Questa collaborazione mi è sembrata naturale perché condividiamo un approccio simile: un’attenzione verso la cultura, l’esperienza e un’idea di eccellenza italiana che non sia solo estetica, ma intellettuale ed emotiva.

ISSIMO: Cosa rappresenta questa collaborazione per te e per Domus?

Walter Mariotti: La vedo come la creazione di una comunità: una comunità di persone che condividono visioni simili e danno valore alle idee, alla cultura e alle esperienze. Oggi tante persone sono interessate, più che al possesso, a esperienze significative. ISSIMO lo ha capito molto bene, in particolare nel campo dell’ospitalità. Con
With Domus, Meridiani e Il Cucchiaio d’Argento, offriamo prospettive diverse ma che contribuiscono tutte alla stessa narrazione: quella di come viviamo, come esperiamo il mondo e quale forma diamo agli ambienti che ci circondano.

ISSIMO: Parlando delle riviste Meridiani e Il Cucchiaio d’Argento, come si complementano con Domus in questa collaborazione?

Walter Mariotti: Ognuna di queste pubblicazioni rappresenta una diversa dimensione della cultura italiana. Meridiani esplora il viaggio non solo come movimento, ma come cambio di prospettiva, un modo per uscire dalla routine e scoprire nuovi modi di osservare.
Il Cucchiaio d’Argento è ovviamente una pietra miliare della cultura culinaria italiana, ma riflette anche stili di vita, ritualità e identità.
Insieme a Domus queste riviste formano un unico ecosistema culturale che ci parla della ricchezza e della complessità del vivere italiano.

ISSIMO: Per chiudere: cosa ti entusiasma di più pensando al futuro di questa collaborazione?

Walter Mariotti: La possibilità di costruire qualcosa che vada oltre i contenuti. Qualcosa che crei dialogo e un senso condiviso.
In un tempo in cui il mondo è sempre più frammentato, collaborazioni come questa possono aiutare a far incontrare prospettive e discipline diverse.
E se ci riusciremo, non produrremo solo contenuti: contribuiremo a un dibattito culturale in senso più lato.

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